
Punto Umbro Black & White. Antichi disegni per un nuovo stile: l’Op-Art
Questo nuovo volume sull’antica tecnica del Punto Umbro, Sorbello o Portoghese, in un’ottantina di pagine con numerosi antichi disegni anche inediti e descrizioni dettagliate per l’esecuzione dei punti, presenta uno stile anni Sessanta dello scorso secolo mai tramontato: l ‘Optical-Art. Nota come Op-Art, da alcuni ritenuta un movimento di arte astratta, da altri un movimento di pensiero è caratterizzata dall’approfondimento di ricerche ottico-percettive condotte nell’ambito del Bauhaus, del Futurismo e del Dadaismo. Uno degli artisti più noti ritenuto tra i fondatori dell’Op-Art, fu i. francese Victor Vasarely.
Molti dei disegni pubblicati nel volume, sono gli stessi rielaborati da Carolina Amari , Art Director della Scuola del Pischiello fondata a Passignano sul Trasimento dalla Marchesa Romeyne Robert Ranieri di Sorbello. I relativi ricami, provenienti dalla Scuola di Passignano, sono esposti a Perugia presso la Fondazione Uguccione Ranieri di Sorbello, altri a Bologna presso il Museo Storico Didattico della Tappezzeria. Altri disegni sono quelli inediti donatimi dalla mia maestra Margherita Biancalana in persona, classe 1909, ultima allieva-operaia dell’antica scuola. Molteplici spunti con un tocco di innovazione, dunque, per stimolare la creatività delle appassionate ricamatrici: combinando insieme antichi disegni con lo stile Op-Art, potranno ralizzare magnifici e nuovi elaborati glamour.
Immagini copertina (verniciata lucida): Particolare del ricamo eseguito da Geneviève Porpora tratto da un disegno antico per copriletto.
Formato: 20,5 x 29,5
Immagini in B/N con disegni e descrizione delle tecniche di esecuzione
Scansioni, altre foto, schede e spiegazioni tecniche: Geneviève Porpora
€ 26,00 pagamento anticipato senza spese postali. Pagamento contrassegno € 26,00 più spese postali.
COD. 2/PUNTO UMBRO
ISBN 978-88-906000-0-5
L’Agenda-libro di Cora 2011
Cultura, impresa e origini della creatività femminile in Italia








Un’Agenda-Libro unica, speciale: 320 pagine, calendario mensile, immagini e testi inediti, ricette e curiosità. L’elegante piccolo formato (12,5 x 16,5) comoodo e discreto in borsetta, vi accompagnerà per tutto l’anno.
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Immagine di copertina: disegno e ricamo eseguito da Dina Vidoni per la I edizione del Concorso della Creatività “Cora di Brazzà 2009″

"Lace House and Useful Things" negozio di Sorrento in Piazza Tasso angolo corso Italia, databile primi anni Venti del Novecento, tratto da "Sorrento. Vetrine che raccontano" a cura di Antonino Cuomo
Sono figlia e nipote di ricamatrici: mia madre e le sue sorelle ricamavano “in bianco” i fazzolettini e a “punto smock” il carrè degli abiti per le bambine. Sullo sfondo, piccole farfalle e bamboline con le gonnelline in rilievo rifiniti a punto croce, come le maniche a palloncino ed il colletto tondo. Li confezionavano per me, che ero molto coccolata poichè ero la loro prima nipotina, nonchè per i molteplici negozietti che si trovavano lungo i vicoli di Sorrento e che oggi non ci sono più. Al loro posto, negozi di souvenirs, cineserie e ricami industriali.
Quindi, per tenermi buona mentre lei lavorava, ben presto mia madre mi mise in mano la “pezzuolina” con ago e filo.
Ho iniziato con i classici punti di base: erba, catenella, croce, qualche retino e sfilatura, festone per l’intaglio, orli a punto a giorno, finchè non riuscii ad acquisire una buona conoscenza delle tecniche di tutti i punti di ricamo e di rammendo anche grazie alla supervisione delle mie ziette.
Anni più tardi, ho realizzato a mezzo punto molti quadri di grande dimensione preferendo paesaggi con boschi autunnali e nature morte. A demi point, invece, alcune miniature tratte da quadri di famosi maestri del pennello.
Mentre, con altre tecniche classiche, anche capi per il mio corredo che ancora conservo.
Quando abitavo a Torino, andai per un certo periodo ad imparare dalle Suore dell’Ordine delle Rosine. E qui mi specializzai anche nella tecnica del ricamo in oro per cui ho conseguito numerosi premi e riconoscimenti.
Continua…
Pubblicato in ricamo
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Contrassegnato corredo, demi point, intaglio, mezzo punto, orlo a giorno, punt'erba, punto catenella, punto festone, punto rodi, ricamo in oro, sfilature classiche
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Due nuovi gironi nell’Inferno dantesco: i “distratti” e i “copioni”
Talvolta, quando si scrive un libro, vengono riportati parti di testo estratti da altri volumi. Ciò è legalmente permesso fino ad una certa percentuale rispetto all’intero testo del volume. Importante, però, è sempre citare le fonti, cosa che gli Editori e gli autori onesti indicano nella Bibliografia del nuovo volume, ovvero: il nominativo dell’autore, il titolo del volume, la casa editrice, l’anno della prima pubblicazione (ed eventualmente quelli delle successive ristampe) del volume da cui sono stati estrapolati parti di testo.
Indicare le fonti esatte, soprattutto delle ristampe successive, offre agli studiosi la possibilità di conoscere il frutto di ulteriori ricerche che sono state svolte in seguito e pubblicate, appunto, nelle edizioni successive. Non indicarle, significa cassare la conoscenza agli studiosi ed agli interessati di tali ricerche.
Purtroppo non tutti hanno l’abitudine di indicare le fonti esatte, soprattutto quelle delle ristampe successive. Le ragioni possono essere moltemplici. Le più comuni sono:
- essere in buona fede e non sapere effettivamente che ci sono state ristampe successive , anche se con i mezzi di ricerca che disponiamo oggi, sarebbe sufficiente fare una ricerca sulla Rete al fine di evadere ogni dubbio;
- omissione deliberata quando si conosce la persona e non si vuole far sapere in giro che quest’ultima ha ristampato il volume;
- peggio ancora, omissione deliberata e appropriazione dell’altrui opera di ingegno.
Fermo restando che oggi assistiamo ad un fiorire di scrittori ed al crescere dell’abitudine di appropriarsi dell’altrui opera di ingegno, dovete sapere che praticamente da sempre, non solo sono vittima di appropriazioni indebite del mio lavoro ai limiti della concorrenza sleale, ma anche di non essere deliberatamente citata nelle bibliografie.
Ho dunque deciso di aggiungere due gironi all’inferno di “…colui che nel mezzo del cammin della sua vita, si ritrovò in una selva oscura…“:
- il girone dei “distratti“ ospiterà tutte quelle persone che “distrattamente” non citano o si “dimenticano” di citare le fonti esatte, con la possibilità di redimersi ed ascendere al Purgatorio;
- nel girone dei “copioni“ invece, finiranno tutti coloro che si appropriano dell’altrui opera d’ingegno
Sperando che i distratti e i copioni, prima o poi, riusciranno a trovar “…la dritta via“
QUESTO E’ IL GIRONE DEI “DISTRATTI”
Due nuovi gironi nell’Inferno dantesco: i “distratti” e i “copioni”
Talvolta, quando si scrive un libro, vengono riportati parti di testo estratti da altri volumi. Ciò è legalmente permesso fino ad una certa percentuale rispetto all’intero testo del volume. Importante, però, è sempre citare le fonti, cosa che gli Editori e gli autori onesti indicano nella Bibliografia del nuovo volume, ovvero: il nominativo dell’autore, il titolo del volume, la casa editrice, l’anno della prima pubblicazione (ed eventualmente quelli delle successive ristampe) del volume da cui sono stati estrapolati parti di testo.
Indicare le fonti esatte, soprattutto delle ristampe successive, offre agli studiosi la possibilità di conoscere il frutto di ulteriori ricerche che sono state svolte in seguito e pubblicate, appunto, nelle edizioni successive. Non indicarle, significa cassare la conoscenza agli studiosi ed agli interessati di tali ricerche.
Purtroppo non tutti hanno l’abitudine di indicare le fonti esatte, soprattutto quelle delle ristampe successive. Le ragioni possono essere moltemplici. Le più comuni sono:
- essere in buona fede e non sapere effettivamente che ci sono state ristampe successive , anche se con i mezzi di ricerca che disponiamo oggi, sarebbe sufficiente fare una ricerca sulla Rete al fine di evadere ogni dubbio;
- omissione deliberata quando si conosce la persona e non si vuole far sapere in giro che quest’ultima ha ristampato il volume;
- peggio ancora, omissione deliberata e appropriazione dell’altrui opera di ingegno.
Fermo restando che oggi assistiamo ad un fiorire di scrittori ed al crescere dell’abitudine di appropriarsi dell’altrui opera di ingegno, dovete sapere che praticamente da sempre, non solo sono vittima di appropriazioni indebite del mio lavoro ai limiti della concorrenza sleale, ma anche di non essere deliberatamente citata nelle bibliografie.
Ho dunque deciso di aggiungere due gironi all’inferno di “…colui che nel mezzo del cammin della sua vita si ritrovò in una selva oscura…”:
- il girone dei “distratti“ ospiterà tutte quelle persone che “distrattamente” non citano o si “dimenticano” di citare le fonti esatte, con la possibilità di redimersi ed ascendere al Purgatorio;
- nel girone dei “copioni“ invece, finiranno tutti coloro che si appropriano dell’altrui opera d’ingegno
Sperando che i distratti e i copioni riusciranno a trovar “… la dritta via !”
QUESTO E’ IL GIRONE DEI “COPIONI”
Pubblicato in Girone copioni
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Oltre che per la rivista Cora di cui sono Direttore Responsabile iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Regione Umbria, ho redatto molti articoli anche per altre riviste e quotidiani.
Ne ho selezionato qualcuno per voi
In questa pagina troverete una selezione di articoli pubblicati da quotidiani, riviste ecc., che hanno parlato di me o del mio lavoro

Nel 2008 fondai la rivista CORA ispirata all’opera svolta a cavallo tra Otto-Novecento dalla contessa Cora Slocomb di Brazzà, sposa di Detalmo Savorgnan di Brazzà fratello di Pietro, noto esploratore d’Africa, naturalizzato francese e fondatore di Brazzaville.
In tutto ho pubblicato 8 numeri (di cui due doppi: marzo-aprile e novembre-dicembre). La rivista piaceva molto: peccato che da tutt’Italia pervenivano segnalazioni da parte di numerose persone interessate le quali, esasperate, informavano la redazione che non riuscivano a reperire nelle edicole i vari numeri pubblicati.
Per contro, da parte dei distributori, pervenivano situazioni di resi inaccettabili (resi=copie invendute). Quindi c’era qualcosa che non funzionava e cercammo di risolvere il mistero.
Dopo approfondite ricerche, abbiamo trovato nei magazzini pacchi e pacchi di riviste giacenti “ancora raggiate” ed evidentemente mai distribuite, con un danno quantificabile in migliaia e migliaia di euro !
Sostanzialmente è anche emerso che il sistema della distribuzione in Italia non funziona correttamente: in primo luogo perchè i distributori nazionali non sono in grado (o non vogliono) controllare l’operato della fittissima rete capillare formata dai distributori minori. Secondariamente, fatto non meno importante, la distribuzione si basa su un sistema di penalità sui resi (a totale scapito dell’Editore), per cui i distributori non hanno alcun rischio di impresa. Taluni pretendono addirittura il pagamento anticipato per la distribuzione stessa che, tuttavia, non garantisce all’editore il controllo di come, dove e quando vengono distribuite le copie delle sue riviste.
Mi spiego meglio: l’Editore corrisponde anticipatamente il costo del servizio e, nel caso in cui le copie non vengono vendute, (perchè mal distribuite o non distribuite affatto) paga comunque una penale in percentuale che lievita a seconda del numero delle copie rese.
Insomma: nel momento in cui si consegnano le copie al distributore nazionale, l’Editore non è più in grado di controllare e di sapere che fine fanno le sue riviste.
Questo sistema, ovviamente, appiattisce qualsiasi forma di incentivazione, tant’è che per i distributori, vendere o non vendere le copie dei propri clienti, è indifferente: grazie ai pagamenti anticipati, oppure alle penali applicate sui resi che dovrà corrispondere loro l’Editore, essi sono sempre garantiti.
Fedele allo spirito pionieristico ed emancipato della contessa Cora, dunque, proprio da questa traumatica esperienza è nata l’idea innovativa di bypassare la distribuzione nelle edicole e di ripubblicare la rivista anche on-line: presto la potrete visionare e scaricare dal sito www.rivistacora.it mentre su www.edizionicora.it potrete trovare tutte le pubblicazioni della Casa Editrice.
La pubblicazione on-line, presenta indubbiamente notevoli vantaggi:
- reperimento immediato senza rischi di smarrimento durante la spedizione;
- possibilità di visionare e acquistare la rivista collegandosi a Internet in qualsiasi momento e standosene comodamente a casa ;
- possibilità di ingrandire i testi, i disegni e gli schemi a proprio piacimento;
- possibilità di consultare l’agenda degli eventi ed appuntamenti aggiornata in tempo reale;
Tuttavia, per tutti coloro che non amano, oppure non hanno confidenza con il PC, è prevista anche stampa cartacea della rivista che avverrà al raggiungimento di un quantitativo minimo di copie o abbonamenti richiesti.
Quindi, care amiche e amici, se vorrete sfogliare la rivista CORA in formato cartaceo, dipenderà solo dalle vostre prenotazioni e abbonamenti.
Nell’attesa che il nuovo sito www.rivistacora.it sia pubblicato on-line, potrete visionare nel seguito le copertine ed i sommari di tutti i numeri pubblicati.
Li potrete richiedere da subito, fino ad esaurimento scorte, inviando una mail a pubblicazioni@genevieveporpora.it oppure a info@edizionicora.it
Ogni arretrato costa 6 euro (per l’Italia) + spese di spedizione contrassegno
Nessuna spesa di spedizione, invece, nel caso di pagamento anticipato tramite versamento su
c/c postale 88766068 intestato a:
EDIZIONI CORA – Via delle Ghiande, 124 – 06125 – PERUGIA
In ogni caso ricordatevi di:
1) indicare nella causale il numero dell’arretrato che volete ricevere;
2) trasmettere copia di ricevuto di versamento al fax 075 5899894
Arretrati: acquistando tutti gli 8 numeri arretrati riceverete in omaggio il bellissimo Dizionario Enciclopedico di Lavori Femminili di Lucia Petrali Castaldi del valore di euro 36,00. Ulteriori informazioni Dizionario: Le mie pubblicazioni/libri in questo sito, oppure www.edizioniartidecorativeitaliane.com
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In questa pagina trovi elencati tutti i libri, gli opuscoli ed i cataloghi che ho scritto con una breve recensione.
Presto potrai acquistarli direttamente online.
Nel frattempo, se non vuoi aspettare, puoi richiederli inviando una mail a pubblicazioni@genevieveporpora.it
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